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Linfociti T Cd8 Positivi


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  • Fenotipo: insieme dei caratteri visibili di un indivviduo risultanti dall'interazione tra genotipo e ambiente.
    Vedi anche ereditarietà.
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  • Cloni Cellulari
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  • Immunoterapia Adottiva
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  • Antigeni Cd40
  • Antigeni Cd47
  • Immunoterapia: (o sieroterapia), impiego di sieri immuni (ottenuti cioè da animali immunizzati con determinate sostanze e contenenti quindi anticorpi diretti contro tali sostanze) per prevenire l’insorgenza di malattie infettive o su base tossica (per esempio, tetano). L'immunoterapìa ha acquisito un ruolo rilevante nel campo della ricerca dei tumori. L’osservazione sperimentale che soggetti affetti da cancro hanno una risposta immunologica antitumore, insufficiente però per controllare lo sviluppo del tumore stesso, ha spinto alla ricerca di metodiche che permettano di amplificare tale risposta. I principali metodi attualmente in studio sono: vaccinazione, immunizzazione non specifica, immunizzazione attiva e immunizzazione passiva. La 4261.html">leucemie. L’immunoterapìa passiva, infine, consiste nell’impiego di anticorpi antitumorali preparati in laboratorio. Tali anticorpi sono costruiti in modo che possano riconoscere specificamente le cellule tumorali; inoltre a essi viene attaccata una sostanza tossica, che agisce sulle cellule tumorali.
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  • Antigeni Cd14
  • Conta Cellulare
  • Modelli Immunologici
  • Antigeni Cd19
  • Differenziazione Cellulare
  • Elisa: acronimo di Enzyme-linked Immuno-sorbent Assay (prova di immunoassorbimento mediante anticorpi enzimadipendenti), è un test di laboratorio che permette attraverso la ricerca di anticorpi specifici di individuare eventuali infezioni virali.L'esame consiste nel marcare le sostanze da testare con degli enzimi e nel fare in modo che un agente immunologico si fissi su queste sostanze. Una volta scelto l'enzima (tipicamente si usano la perossidasi e la fosfatasi), se ne misura la concentrazione nel sangue con metodi fotometrici (vedi fotometria).
  • Antigeni Cd24
  • Trasfezione
  • Sovraregolazione
  • Young Adult
  • CD30 Ligand
  • Immunotolleranza
  • Bambino In Età Prescolare
  • Topi Inbred C57Bl
  • HLA-A24 Antigen
  • Hiv-1: retrovirus a RNA, appartenente alla famiglia Retroviridae, genere Lentivirus, responsabile dell' AIDS (in passato veniva chiamato LAV o HTLV-III). Alle latitudini europee ne è diffuso il genotipo HIV-1, mentre nelle zone subequatoriali e tropicali si trova il genotipo denominato HIV-2. È dotato di un involucro, o envelope (in cui si riconoscono le glicoproteine GP120 e GP41) e di un core, costituito dalla proteina P24, che racchiude due filamenti identici di RNA e l'enzima transcriptasi inversa. Il patrimonio genetico di HIV è molto complesso: come tutti i retrovirus, HIV ha tre sequenze geniche (GAG, POL, ENV) che codificano per le proteine strutturali principali e le attività enzimatiche del virus e due sequenze terminali (LTR) poste agli estremi della catena, che sono implicate nel controllo dei processi di trascrizione. Oltre a queste sequenze geniche proprie di tutti i retrovirus, HIV possiede tre geni (TAT, REV, NEF) che codificano per altrettante proteine definite regolatrici, in quanto intervengono nella replicazione e maturazione del virus. La peculiarità del ciclo replicativo di HIV sembra essere legata proprio all'elevato numero di proteine regolatrici prodotte, che si suppone interferiscano sulle normali funzioni delle cellule infettate. Infine, sono stati identificati altri geni (VIF, VPR, VPU) il ruolo dei quali non è ancora del tutto chiarito. GP120 favorisce l'adsorbimento del virus sulle cellule ospiti; GP41, favorisce la successiva fusione tra le due strutture (virus e cellula) dopo l'adsorbimento. Il virus HIV è dotato di uno spiccato tropismo per i linfociti T helper (CD4) e suppressor (CD8), i linfociti B, i fibroblasti, i monociti, le cellule gliali e, verosimilmente, le cellule dell'apparato gastroenterico.
  • Antigens, CD137
  • Infiammazione: (o flogosi), complesso dei processi locali con i quali l’organismo reagisce all’azione di molti agenti nocivi per i tessuti. L’infiammazione interessa tutti i componenti dei tessuti, gli elementi specifici, il connettivo di sostegno, i vasi, i nervi e si svolge in modo diverso a seconda dei tessuti e della natura dell’agente patogeno e delle condizioni generali dell’organismo: ne consegue un’estrema varietà dei processi infiammatori nei loro caratteri fisiopatologici e anatomici. Le fasi dell’infiammazione sono: l’irritazione, le modificazioni circolatorie (iperemia attiva), l’ essudazione , i fenomeni regressivi (atrofie , degenerazioni), i fenomeni degenerativi (necrosi), i fenomeni proliferativi (iperplasia e neoformazione di tessuto granulomatoso). Le manifestazioni cliniche dell’infiammazione sono: l’arrossamento della regione colpita, legato all’iperemia attiva; il gonfiore, determinato dalla formazione dell’essudato; il calore, dovuto all’aumentata vascolarizzazione; il dolore, provocato dalla compressione e dall’intensa stimolazione delle terminazioni sensitive da parte dell’agente patogeno e dei componenti dell’essudato; la limitazione funzionale dell’organo colpito per azione diretta del fattore patogeno; le modificazioni di volume dell’organo; i fatti degenerativi. Le cause dell’infiammazione sono numerosissime e comprendono tutti gli agenti in grado di recare danno ai tessuti degli organismi; esiste poi un rapporto fra l’agente patogeno e il tipo di infiammazione da esso indotta (per esempio i batteri piogeni determinano la suppurazione), però tale rapporto non è costante perché l’infiammazione può variare per effetto di circostanze riguardanti lo stato dell’organismo e le modalità di azione della causa nociva. Occorre infine tenere presente che possono agire non solo direttamente ma anche indirettamente fattori predisponenti locali e generali, quali diabete, uricemia ecc. Riguardo al decorso le infiammazioni si distinguono in: acute, quando presentano un periodo d’incremento e uno di decremento, separati da una fase d’acme o di stato; croniche, quelle di lunga durata con oscillazioni irregolari d’intensità o con periodo di acutizzazione.
  • Linfociti T Helper-Inducer
  • Tirosina Chinasi 3 Fms-Simile
  • Mutazione: alterazione irreversibile della struttura del patrimonio genetico. A seconda che si verifichi per geni responsabili di caratteri dominanti o recessivi , l’alterazione può manifestarsi direttamente sull’individuo portatore o restare silente. Le mutazioni spontanee hanno frequenza molto bassa, molto più frequenti sono quelle indotte da agenti fisici, chimici o biologici, detti appunto mutageni. In base alla dimensione del materiale genetico interessato dalla mutazione si distinguono: (a) mutazioni geniche, quando investono singoli geni; (b) mutazioni cromosomiche, quando comportano l’alterazione di un cromosoma; (c) mutazioni genomiche, quando riguardano l’insieme del patrimonio genetico dell’individuo.
  • Anticorpi: proteine appartenenti al gruppo delle gammaglobuline, sono prodotti e liberati nel sangue dai linfociti B, quando raggiungono lo stadio differenziativo terminale di plasmacellula.
    Caratteristica degli anticorpo è la capacità di riconoscere in modo specifico sostanze estranee (antigeni) quali proteine batteriche o virali, legandosi a esse e attivando una serie di processi biochimici (per esempio, attivazione del complemento), che provocano la distruzione dell'antigene stesso (vedi anche immunoglobuline).
  • Tecniche Immunoenzimatiche
  • Terapia Aggressiva Antiretrovirus
  • Prognosi: preventiva valutazione della durata e della gravità del decorso clinico di una malattia con la previsione dei possibili esiti. In rapporto alla durata della malattia la prògnosi si esprime in giorni, mesi, anni; in rapporto alla gravità viene definita infausta quando si prevede la morte e favorevole in caso contrario. Esistono poi anche i gradi intermedi: la prògnosi può essere allora definita incerta o dubbia. La prògnosi viene talora espressa „con riserva“ (prògnosi riservata) per contemplare la possibilità che si verifichino avvenimenti imprevedibili e devianti dalla norma, che possono modificarla sino a invertirla completamente.
  • Regolazione Dell'Espressione Genica
  • Antigeni Cd79
  • Cinetica: scienza che studia la velocità delle reazioni chimiche e dei fattori coinvolti.
  • Anticorpi Monoclonali: anticorpi prodotti da un singolo clone , cioè da una popolazione cellulare geneticamente identica perché derivata da un’unica cellula madre. Gli anticorpi monoclonali sono sintetizzati dai cosiddetti „ibridomi“, cioè cellule ottenute dalla fusione di linfociti di topo immunizzati contro un determinato antigene e di cellule di mieloma, un particolare tumore. Gli ibridomi mantengono da un lato la capacità, propria dei linfociti, di produrre anticorpi specifici, dall’altro assumono dal mieloma la proprietà, tipica di tutte le cellule tumorali, di dividersi pressoché infinitamente. Da qui la possibilità di produrre da un unico clone specifico elevate quantità dell’anticorpo. Gli anticorpi monoclonali, a causa dell’estrema selettività del legame antigene-anticorpo, costituiscono uno strumento molto utilizzato sia in biologia, sia in medicina. Il loro campo d’impiego è attualmente vastissimo: ricerca e misurazione delle concentrazioni ematiche di sostanze normali o patologiche circolanti nel sangue (compresi i farmaci); analisi di componenti specifici di organi o tessuti; diagnosi di malattie infettive; studio di leucemie e linfomi; identificazione precisa di componenti specifici di tessuti tumorali solidi; studio delle caratteristiche autoimmuni di malattie come diabete, miastenia grave, collagenopatie. Legati a radioisotopi o a farmaci citotossici, gli anticorpi monoclonali sono attualmente oggetto di ricerca come mezzi estremamente selettivi per localizzare tumori non rintracciabili con le comuni metodiche d’indagine, e quindi per eradicare i focolai neoplastici in modo specifico (è il caso del trapianto di midollo osseo), senza danneggiare le cellule normali dell’organismo.
  • Sequenza Base
  • Vaccini Antineoplastici
  • Topi Inbred Balb C
  • Esito Della Terapia
  • Progressione Della Malattia
  • Microscopia A Fluorescenza
  • Conta Dei Leucociti
  • Antigeni Cd147
  • Microscopia Confocale
  • Frammenti Peptidici
  • Lattante: termine che si associa a un bambino di età compresa fra 0 e 1 anno massimo. L'infante cessa di essere un lattante quando raggiunge lo svezzamento.
  • Cellule K562
  • Biopsia: prelievo di tessuto vitale da sottoporre a esame istologico per scopo diagnostico. Viene eseguita con tecniche e modalità diverse. La biopsìa incisionale consiste nel prelievo di un frammento limitato del tessuto patologico: nel caso di formazioni superficiali (riguardanti, per esempio, la tiroide, la mammella, i linfonodi) viene effettuata mediante aghi speciali (tecnica detta agobiopsia), da cui si ricavano piccoli frustoli di tessuto corrispondenti al diametro interno dell’ago. L’agobiopsia può essere effettuata su visceri (fegato, pancreas, rene, prostata) sotto la guida degli ultrasuoni (biopsìa ecoguidata) o mediante TAC. Nel caso di organi esplorabili mediante endoscopia (stomaco, colon, bronchi) il prelievo viene eseguito con apposite pinze collegate all’endoscopio; frammenti di tessuto possono essere prelevati anche nel corso di esplorazione endoscopica della cavità addominale (laparoscopia) o toracica (mediastinoscopia). La biopsìa incisionale „a cielo aperto“ è quella che viene praticata durante l’intervento chirurgico. La biopsìa escissionale comporta la rimozione totale del tessuto patologico con adeguato tessuto sano circostante allo scopo di determinare i limiti della lesione e pianificare l’intervento terapeutico più adatto: tipico è il caso dei tumori della mammella.
  • Antigeni Cd20
  • Trasduzione Genetica
  • Antigeni Cd5
  • Malattia Cronica
  • Reazione Di Polimerizzazione A Catena
  • Antigeni Cd146
  • Coadiuvanti Immunologici
  • Trapianto Omologo
  • Modelli Animali Di Malattia
  • Antigeni Cd11B
  • Antigeni Cd30
  • Fosforilazione: processo biologico catalizzato da fosforilasi, consistente nella introduzione di uno o più gruppi fosforici nella molecola di composti organici come glicogeno, amido, nucleosidi. I processi di fosforilazione hanno grande importanza per gli organismi viventi, dato che numerose sostanze chimiche possono intervenire nelle reazioni metaboliche cellulari soltanto in forma fosforilata. Inoltre, mediante processi di fosforilazione, avviene la sintesi di ATP , sostanza che costituisce l’immediata fonte di energia chimica che la cellula utilizza per lo svolgimento di importanti processi metabolici (sintesi del glicogeno, della glutaina, dei trigliceridi, delle proteine, degli acidi nucleici) e di attività funzionali, quali la contrazione muscolare, i fenomeni di assorbimento e di secrezione, la conduzione dell’impulso nervoso ecc.
  • Donatori Di Sangue
  • Peptidi: Composto organico che svolge una vasta gamma di funzioni biologiche ed è presente nei tessuti degli organismi viventi animali e vegetali. Sono conosciuti come di-, tri., tetra- ecc. peptidi, a seconda del numero di aminoacidi che compongono la molecola. I peptidi sono i costituenti elle proteine.
  • Ratti
  • Ibridazione In Situ
  • Modelli Biologici
  • Legame Di Proteine
  • Valori Di Riferimento
  • Trapianto Di Cellule Staminali Ematopoietiche
  • Profilo Di Espressione Genica
  • Antigeni Cd164
  • Antigens, CD274
  • Linfociti T Regolatori
  • Antigeni Cd59
  • Glicoproteine Della Membrana
  • Antigeni Cd80
  • Antigeni Cd36
  • Linfociti T Citotossici
  • Antigeni Cd7
  • Vaccinazione: pratica di profilassi immunitaria, cioè di prevenzione delle malattie infettive , ottenuta stimolando il sistema immunitario del soggetto con vaccini , specifici per ogni microrganismo infettivo. Questa stimolazione viene mantenuta molto a lungo (per i vaccini più efficaci dura tutta la vita), così che quando il soggetto viene a contatto con il microrganismo il suo sistema immunitario è in grado di reagire con una risposta molto potente e specifica, tale da impedire l’insorgere dell’infezione (il soggetto è immune). Lo scopo della vaccinazione non è solo di protezione individuale. Infatti se si riesce a vaccinare più dell’80% degli individui esposti al rischio d’infezione, si determina immunità di massa che, in certa misura, protegge anche gli individui non vaccinati: infatti, la catena di trasmissione, necessaria ad alcuni microrganismi per mantenersi vivi all’interno di una popolazione, sarà continuamente spezzata dai soggetti immuni. Con l’immunizzazione di massa, prodotta per un certo numero di anni, si può quindi eliminare completamente l’infezione nella popolazione. Su un principio diverso si basa, invece, la vaccinazione selettiva, il cui fine è la protezione di gruppi della popolazione esposti a un rischio di malattia particolarmente alto.Le disposizioni sanitarie sulle vaccinazioni Le vaccinazioni si dividono in obbligatorie, raccomandate, consigliate in determinate circostanze. Le vaccinazioni attualmente obbligatorie, cioè prescritte per legge, in Italia sono l’antipoliomielitica, l’antidifterica, l’antitetanica (secondo il calendario riportato nella tabella). Sono consigliate le vaccinazioni antipertosse, antimorbillo, antirosolia. Il vaccino commerciale più usato associa i vaccini antitetanico, antidifterico e antipertosse. Benché l’antipertosse non sia obbligatoria, essa è però altamente consigliata per il rischio che la malattia comporta in età inferiore a 18 mesi. La vaccinazione antimorbillo attualmente è raccomandata a tutti i bambini di 15-18 mesi che non presentino controindicazioni, per prevenire le non comuni ma tuttora gravissime complicazioni neurologiche immediate o tardive del morbillo. Attualmente può essere impiegata anche una preparazione contenente il vaccino antimorbillo-antirosolia-antiparotite. La vaccinazione antivaiolosa non è più obbligatoria dal 1977, perché la malattia si può considerare eradicata nel mondo e il rischio di ipersensibilizzazione derivante dalla vaccinazione è ritenuto superiore al rischio di contrarre l’infezione. Altre vaccinazioni obbligatorie sono l’antitubercolare con BCG (vaccinazione antitubercolare, vaccinazione) per i soggetti tubercolino-negativi appartenenti ad alcuni gruppi di popolazione (per esempio, medici, operatori sanitari e militari) e la vaccinazione antitifo-paratifo, obbligatoria per alcuni gruppi professionali (per esempio, operatori delle industrie alimentari ecc.). Alcuni paesi richiedono per legge, all’atto dell’ingresso nel territorio, il certificato di vaccinazione contro la febbre gialla (vaccinazione anti-febbre gialla, vaccinazione). La vaccinazione anticolera dal 1973 non dovrebbe più essere richiesta da alcun paese, in base alle direttive dell’Organizzazione Mondiale della Sanità; tuttavia, alcuni Stati non si sono ancora adeguati a questa raccomandazione. Le informazioni sugli Stati per i quali sono richieste o raccomandate alcune vaccinazioni possono essere ottenute presso le sedi dei Laboratori di Igiene e Sanità Pubblica.
  • Vettori Genetici
  • Antigens, CD82
  • Malattia Acuta
  • Antigens, CD53
  • Antigeni Cd58
  • Analisi Di Sequenze Attraverso Un Pannello Di Oligonucleotidi
  • Diagnosi Differenziale
  • Antigeni Cd95
  • Studi Prospettici
  • Antigeni Cd18
  • Studi Di Coorte
  • Trascrizione Genetica
  • Antigeni Cd27
  • Antineoplastici: (anche detti farmaci antitumorali), per approfondimenti si consulti chemioterapia oncologica.
  • Adp Ribosilciclasi
  • Proteine Ricombinanti
  • Antigeni Cd98
  • Sensibilità E Specificità
  • Studi Retrospettivi
  • Topi Inbred Nod
  • Modelli Molecolari
  • Mice, SCID
  • Immunodepressivi
  • Relazione Struttura-Attività
  • Gravidanza: condizione biologica fisiologica della donna che dura dal giorno del concepimento al parto , quindi circa 280 giorni di amenorrea , in condizioni di normalità.Le fasi di sviluppo dell’embrione e del fetoDopo la fecondazione ha inizio il processo di segmentazione mediante il quale l’ovulo si trasforma in un aggregato di cellule (morula) che, diventato una vescicola (blastocisti), 6-7 giorni dopo la fecondazione si annida nella decidua uterina. Dopo l’ annidamento , nell’embrione si differenziano successivamente due strati cellulari (endoderma ed ectoderma). All’inizio della 3a settimana avviene la gastrulazione, di cui il fenomeno più importante è la formazione del terzo foglietto embrionale, il mesoderma. Il corpo dell’embrione da circolare diviene ovalare, mentre in esso si riconoscono un’estremità cefalica e una caudale. Alla fine della 4a settimana l’embrione è ripiegato su sé stesso con la testa piegata sul tronco e l’estremità caudale allungata; è possibile evidenziare gli abbozzi degli occhi e delle orecchie; all’inizio della 5a settimana compaiono gli arti superiori e inferiori dall’aspetto di piccole protuberanze, in cui sono progressivamente distinguibili i singoli elementi. All’8a settimana l’embrione misura 25-30 mm, pesa circa 1 g e acquista caratteristiche tipicamente umane. In questo periodo, in cui avviene la formazione degli abbozzi dei diversi organi, e quindi di intensa attività proliferativa, influssi nocivi possono determinare turbe nello sviluppo dell’embrione ed essere causa di malformazioni. Nel terzo mese termina l’evoluzione dell’ embrione in feto, che alla fine della 12a settimana è lungo 7 cm e pesa circa 14 g; gli arti e le dita sono formati, gli occhi sono ricoperti da palpebre ancora saldate tra loro, compare l’apertura anale. Il sesso, non ancora identificabile all’ispezione, inizia però a differenziarsi. Nello scheletro cominciano a comparire alcuni nuclei di ossificazione. Alla fine della 16a settimana il feto è lungo 15-16 cm e pesa 100 g, compie i primi movimenti attivi ed è possibile percepirne il battito cardiaco. La cute è rosea, comincia a svilupparsi la peluria, crescono le unghie e il sesso è già evidente. Alla fine della 20a settimana il feto è lungo circa 24 cm e pesa circa 300 g, il corpo è coperto da lanugine e da tracce di vernice caseosa secreta dalle ghiandole sebacee, compaiono i capelli e i denti iniziano la loro ossificazione. Alla fine della 24a settimana il feto misura 30 cm e pesa circa 640 g, le palpebre si separano e gli occhi si aprono; il feto è considerato vitale (fino al 180° giorno di gestazione, infatti, si parla di aborto, in caso di interruzione della gravidanza). Alla fine della 28a settimana il feto è lungo 35,5 cm e pesa circa 1 kg, la cute coperta da fitta peluria appare come raggrinzita per la scarsità del pannicolo adiposo sottocutaneo. Se il feto nasce in quest’epoca è capace di piangere, di deglutire e anche di poppare e ha probabilità di sopravvivenza. Alla fine della 32a settimana il feto è lungo 41 cm e pesa circa 1670 g, la cute è rosea, ricoperta da vernice caseosa, la peluria comincia a diminuire. Alla fine della 36a settimana il feto misura 46 cm e pesa 2400 g. Il feto a termine, nato cioè dopo 38 settimane di gravidanza, è lungo 48-52 cm e pesa 2800-3400 g, la vernice caseosa è scarsa, i capelli hanno la lunghezza di 1 cm e più e la peluria è localizzata sulle spalle e sulla nuca.La diagnosi di gravidanza La diagnosi di gravidanza è basata su segni di presunzione, di probabilità e di certezza. I segni di presunzione consistono in manifestazioni soprattutto di natura soggettiva, avvertite cioè dalla donna, come la comparsa di nausea, vomito, salivazione abbondante, mutamenti dell’appetito e del gusto. Il più importante segno di probabilità è l’assenza di mestruazioni (amenorrea) quando si verifica in donne sane, in età feconda con flussi fino a quel momento regolari. Altri segni di probabilità sono la particolare sofficità e il colorito cianotico degli organi genitali, l’aumento di volume e la diminuzione di consistenza dell’utero, alcune modificazioni delle mammelle come l’aumento di turgore, la presenza di una zona di iperpigmentazione (areola secondaria) intorno all’areola mammaria e la comparsa di piccole salienze (tubercoli di Montgomery) dovute a ipertrofia delle ghiandole sebacee intorno al capezzolo. Segno di certezza è la positività delle diagnosi immunologiche per accertare la presenza della gonadotropina corionica (beta-hCG) nelle urine e nel sangue.No
  • Studi Follow-Up
  • Danni Al Dna
  • Valore Predittivo Dei Test
  • Fattori Di Rischio: condizioni ereditarie o acquisite che in associazione con fattori predisponenti aumentano notevolmente le possibilità che insorga una determinata patologia. L'anamnesi personale e famigliare del paziente è diretta a evidenziare probabili fattori di rischio.
  • Indice Di Gravità Della Malattia
  • Antigeni Cd55
  • Antigeni Cd57
  • Topi Knockout


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Ultimo aggiornamento: Aprile 2009
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