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FAQ - carcinoma papillare
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carcinoma papillare?


domani mi ricoverano e venerdi mi operano. ho tantissima paura perche il carcinoma e' maligno grazie alle risposte datemi in precedenza ora ho bisogno di auguri e a presto. adelaide
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Ehy questi mali vivono bene nelle persone depresse...non fargli mai capire che hai paura...sei più forte di lui...
COMBATTILO E VINCILO

IN BOCCA AL LUPO  (+ info)

Informazioni sulla terapia immunostimolante per i malati di carcinoma papillare al rene. ?


Il paziente è già stato operato e ha eseguito già dei cicli di chemioterapia senza nessun risultato. Ci sono intaccamenti ai linfonidi del polmone e del fegato.
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Se vuoi uscirne veramente fuori visita e contatta il sito www.cellulacancerosa.it
Un saluto
AV  (+ info)

l' argomento è carcinoma papillare tiroide. mia sorella è stata operata nel 2004 con tireidectomia tot dopo ha?


dopo ha fatto per ben tre volte lo radioiodio ma tireoglobulina non si è mai azzerata anche se rimasta sotto 10 di valore. ora dopo la 3°dose la scintig. neg ha fatto tac tot body mai fatta prima che ha evidenziato 2 micro ripetizioni di 2 e 4 mm. al polmoneé seguita a Pisa dove ci rassicurano molto dicendo che è tutto sotto controllo..ma non tranquilli nonriusciamo ad essere. Cosi' hanno consigliato solo tac controllo tra 6 mesi. E' possibile che non ci sia altro da fare nel frattempo che stare ad aspettare?
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ciao... prova a sentire altri centri di medicina nucleare...io sono seguita a busto arsizio e mi trovo molto bene...sono tutti molto disponibili!

se vi và ci si può sentire per email...così possiamo parlare delle nostre esperienza e confrontarci: anche io sono stata operata nel 2004...!  (+ info)

Ho un carcinoma papillare alla tiroide e dovrò essere operata. Qualcuno ha vissuto questa "esperienza"?


Ciao Simo.
Ci sono diversi tipi di tumore della tiroide. Il più frequente è appunto il carcinoma papillare, seguito dal ca. follicolare. I tempi di evoluzione e metastatizzazione di questi tumori è lungo, molto spesso vengono diagnosticati in stadio iniziale e la guarigione dopo la terapia (chirurgica e radiometabolica) è completa. Ottima prognosi.
Gli altri due tipi, ca. midollare e ca. anaplastico, hanno una prognosi peggiore, ma sono molto più rari. E la cosa, per fortuna, non ti riguarda.
Come sarà l'intervento?
La tiroidectomia classica si fa con un'incisione a collare sec.Kocher (sui 3-4 cm), che in genere lascia una cicatrice poco visibile. Si spostano i muscoli pretiroidei; si legano i vasi della tiroide (accuratamente, è una ghiandola riccamente vascolarizzata); si individuano le paratiroidi e il nervo laringeo ricorrente (per evitare di lesionare accidentalmente queste strutture); si asporta la tiroide, si inserisce un drenaggino in aspirazione, si richiude.
In teoria c'è anche la possibilità di chirurgia mininvasiva, videoassistita, per i noduli molto piccoli; ma questo tipo di intervento viene fatto in pochissimi centri in Italia (noi per esempio non lo facciamo) e i vantaggi, così come il rapporto costo-beneficio, sono controversi.
Ah! E' possibile che i tuoi chirurghi facciano anche la procedura del linfonodo sentinella. Si inietta un radiofarmaco nel nodulo, questo viene captato soprattutto dal primo linfonodo che drena quella porzione di tiroide; intraoperatoriamente, i chirurghi individuano con una gamma-sonda questo linfonodo, lo asportano e lo mandano ad analizzare dagli anatomopatologi per sapere se ci sono cellule neoplastiche o meno. Questa procedura viene fatta di regola per la mammella, è ancora sperimentale in tiroide e melanomi, ma alcuni centri la adoperano ormai di routine.
Allora, parliamo un po' dei rischi della tiroidectomia.
Intanto, come saprai, qualsiasi intervento chirurgico comporta dei rischi, come le infezioni, il sanguinamento, ecc.
Per quanto riguarda le complicanze specifiche della chirurgia della tiroide, sono fondamentalmente due: Le lesioni al nervo laringeo ricorrente (che serve per la fonazione) e l'ipoparatiroidismo (per asportazione delle ghiandole paratiroidi, importanti per il metabolismo del calcio).
Attenzione, però: è molto probabile che dopo l'intervento tu abbia sia un calo della voce che un'ipocalcemia (che provoca tremori, senso di formicolio...). Queste condizioni sono TEMPORANEE nella stragrande maggioranza dei casi, quindi se le riscontri, non allarmarti troppo. Le lesioni permanenti, in mano ad un buon chirurgo, sono alquanto rare.
Dopo l'intervento, come ti ho accennato prima, è probabile che tu faccia una terapia radiometabolica, cioè, assumerai dello iodio radioattivo che andrà a distruggere anche quei piccoli residui di tiroide eventualmente rimasti (lasciati dal chirurgo proprio per evitare le lesioni di cui parlavamo prima, infatti la maggior parte delle tiroidectomie totali dovrebbero in realtà essere definite 'subtotali').
Poi, avrai una vita normalissima, assumendo ormoni tiroidei sostitutivi (Eutirox) e facendo periodicamente i tuoi controlli dall'endocrinologo.
Ciao e in bocca al lupo!  (+ info)

iodio terapia 131 per carcinoma papillare tiroideo?


Salve,
mia sorella ha subito un intervento di tiroidectomia totale due mesi fa per un carcinoma papillare di 1,8 cm, ora le hanno consigliato di fare la iodio terapiaa 131. Voleva sapere unpo'ò con precisione che cibi deve evitare completamente (la terapia è fissata a fine mese).Abbiamo riscontrato un po' diambiguitàà circa i cibi possibili e quelli vietati (es. i legumi, può o non può?).Si può concedere una birra il sabato?O una sigaretta ogni tanto?So che fa male.....ma è una situazione abbastanza stressante, abbiamo perso nostro padre due anni fa per un tumore al polmone e mia madre ha subitol' asportazionee di un seno nel 2000 per un carcinoma mammario.Questa è statal' ennesimaa batosta!Inoltre il medico nucleare (con poco tatto) ci ha detto che per 15 gg deve essere completamente isolata e ancora per un mese sarà radioattivaE' cosìì pericolosa?E' una Chernobyl vagante?:P
Grazie a chi mi risponderà
Si si sui bambini lo sappiamo benissimo, sono quelli più ricettivi e per fortuna non ne abbiamo in casa. Ma ad esempio riguardo i legumi sulle indicazioni del medico c'è scritto che non è possibile mangiarli....bhooooooo!Grazie cmq ;)
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ciao, perquanto riguarda il cibo non so darti atre informazioni precisi xk sono ignorante in materi.
per quanto riguarda invece la ioio terapia, è vero che per un periodo deve stare isolata perchè emana radiazioni. però questa cosa non urerà per sempre, quindi, state attenti a far stare vicini a lei sorpattutto i bambini.  (+ info)

In caso di CARCINOMA MIDOLLARE o CARCINOMA ANAPLASTICO O CARCINOMA PAPILLARE A LLA TIROIDE come si procede?


quali sono le cure per queste patologie?
grz 1000!
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SI ESPORTA. comunque si toglie e si brucia con la speranza che non rinasca e di ottenere qualche cosa di sano.  (+ info)

asportazione chirurgica totale della tiroide con successivo esame istologico.risultato carcinoma papillare.?


a mia moglie (43 anni) dopo anni di cure e svariati pareri medici.si è rivelato inevitabile l'asportazione totale della ghiandola tiroidea,il successivo esame istologico ha evidenziato un micro focolaio di carcinoma papillare.lei vorrebbe sapere se è preferibile la terapia del radioiodio.visto che l'endocrinologo lo ha sconsigliato perchè talmente piccolo(il carcinoma) che non varrebbe la pena farla.grazie delle risposte.
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i carcinomi tiroidei sono facilmente guaribili, tanto più se sono microfocolai.
Pisa è il top della tiroide, se non vi convince la prescrizione dell'endocrinologo, potreste sentire un parere dai luminaro di pisa  (+ info)

ho un carcinoma papillare alla tiroide di sei mesi, ho 50 anni. possibilita di metastasi ad altri oragani ?


6 mesi non sono tanti. Ti consiglio di farti operare (poi deciderà chi di dovere)e poi effettuare un ciclo unico di chemioterapie specifiche seguito a cura di globuli bianchi. Ciao!  (+ info)

l'ipoparatiroidismo come si cura dopo l'asportazione del carcinoma papillare? perchè non si fa prevenzione ?


Come mai non si usa la terapia con iodio per curare l'ipotiroidismo ?
La medicina alternativa può aiutare le patologie alla tiroide?
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Non ho ben capito la tua domanda.

1) chiedi come si curi l'ipoparatiroidismo dopo asportazione di carcinoma papillare della tiroirde.

Generalmente,almeno che il carcinoma papillare non sia altamente infiltrante e che,in sede operatoria non si noti un coinvolgimento totale di tutte e 4 le paratiroidi si cerca di tenere almeno una di queste ghiandoline se non almeno un pezzettino,che viene inseito in una sacca apposita dopo aver asportato tutto cio che è di tipo tumorale.

Se non si riesce a fare cio si instaura una terapia a vita a base di calcio e vitamina D,terapia che varia in base alle necessita del paziente e alle richieste del suo organismo.


2)Perche nn si usa terapia con iodio per curare ipotiroidismo

Intendi perche non si usa dopo asportazione di un tumore papillare o cosa?

Nei primi tempi dopo l'asportazione del tumore non si fa terapia sostitutiva,poiche generalmente prima si esegue terapia radiometabolica con Iodio marcato 131 per togliere eventuali residuati,dopodiche si puo intraprendere la terapia sostitutiva.


3) La medicina alternativa non ha ancora trovato riscontri positivi conto le patolgoie tiroidee e men che meno per quelle tumorali!!  (+ info)

carcinoma tubolo papillare al rene?


non tolto tumore al rene per carcinoma tubolo papillare e pulito per bene l'aorta addominale, tanto da lesionare nervi tibio
femorale
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Il tumore del rene è uno dei tumori più imprevedibili. Talvolta può impiegare decenni prima di manifestarsi, mentre in altri casi la sua crescita è rapida e aggressiva. Prima che l’ecografia diventasse un esame di routine, la diagnosi risultava spesso tardiva a causa della natura silente di questo tumore. Infatti spesso la massa tumorale è inaccessibile alla palpazione del medico, il rene funziona come prima nella gran parte dei casi, e l’unica spia di allarme può essere qualche goccia di sangue nelle urine.

Il tumore del rene non è molto diffuso. Rappresenta circa il 3 per cento dei tumori maligni dell’adulto ed è il terzo tipo più frequente di tumore urologico, dopo quelli della prostata e della vescica. La sua frequenza è stabile, con circa 155 nuovi casi all’anno per ogni milione di abitanti. Il suo picco d’incidenza è intorno alla sesta-settima decade di vita.

È stata di recente introdotta una classificazione dei tumori renali sotto il profilo genetico-molecolare: in questo senso due sono i tipi fondamentali, caratterizzati da un’alterazione del gene VHL o del gene MET. La prima alterazione si associa al carcinoma renale a cellule chiare sporadico,del carcinoma a cellule chiare ereditario (HCRC) e della sindrome di Von Hippel-Lindau. L’alterazione del gene MET è invece alla base del carcinoma papillare ereditario e del carcinoma papillare sporadico. Le mutazioni di entrambi questi geni potrebbero essere usate come spie precoci di presenza e di ripresa del tumore.

Per quanto riguarda i fattori di rischio se ne sa ancora poco. Correlazioni deboli e generiche sono apparse solo tra tumore del rene e fumo, tra tumore del rene e diete molto ricche di proteine e di grassi di origine animale.

È utile che l’ecografia, anche quando viene eseguita per altri motivi (come, per esempio, per esaminare il pancreas o la cistifellea), sia estesa all’intera regione addominale, e quindi anche ai reni. Il che costituisce un mezzo di diagnosi precoce dei tumori del rene. A sua volta, la TAC rappresenta a tutt’oggi l’esame principale. Trova una valida alternativa nella RMN, soprattutto nei casi di neoplasia estesa alla vena cava inferiore. Il futuro prossimo è nell’associazione PET-TAC.

La gestione dei tumori renali avanzati è alquanto problematica. Infatti, né la chemioterapia né la radioterapia si sono rivelate efficaci contro la malattia. Questa resistenza riflette la generale insensibilità delle cellule tumorali alla maggior parte degli agenti chemioterapici disponibili. La chirurgia costituisce a tutt’oggi la terapia di riferimento nei confronti del tumore renale anche nelle forme avanzate, in cui siano stati invasi organi adiacenti o con trombi neoplastici nella vena cava inferiore anche la radioterapia ha un ruolo marginale dato che il tumore del rene non è radiosensibile.

Un ruolo sembra assumere negli ultimi anni l’immunoterapia nella quale si vanno a stimolare le difese immunitarie dell’organismo contro il tumore in un meccanismo simile ad un vaccino.

Medici e ricercatori stanno moltiplicando gli sforzi per arrivare a terapie sempre meno invasive, il più possibile rispettose della funzionalità del rene e della qualità di vita del paziente. Una delle strade maestre è proprio quella della terapia “conservativa”: si tratta, cioè, di conservare il rene colpito dal tumore, eliminando la parte cancerosa insieme a una minima parte del tessuto sano circostante, senza ricorrere all’asportazione totale dell’organo.

Attualmente con le tecniche laparoscopiche è possibile seguire l’intervento chirurgico evitando un taglio chirurgico tradizionale, ma solo con delle piccole incisioni corrispondenti alle porte di accesso degli strumenti chirurgici.  (+ info)

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