FAQ - Iperplasia Prostatica
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Raga cos'è la iperplasia dei vasi carotidei??


Raga volevo sapere cos'è la iperplasia dei vasi carotidei....potete aiutarmi???Grz mille!!!!

10 punti al migliore!!!
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mio figlio di due anni e' affetto da iperplasia dell'epitelio pigmentato dell'occhio.cos'e, cosa comporta?


Miopia elevata (o degenerativa o patologica)
La miopia è elevata o degenerativa quando supera le -6 diottrie e la lunghezza assiale supera i 26 mm. I miopi elevati sono il 30% dei miopi cioè il 2 %della popolazione e rispetto alle caratteristiche geografiche in Europa è più frequente in Spagna, a Taiwan il 75% della popolazione è miope e il 25% degli studenti ha una miopia elevata. La miopia è nettamente superiore tra gli studenti e gli impiegati rispetto ai lavoratori manuali.



La prevalenza della miopia elevata è maggiore nelle donne che negli uomini con una proporzione di 1.5-2/1. La miopia è rara negli esquimesi, negli indiani americani: ha una minore prevalenza nella razza negra rispetto alla bianca ed è più elevata tra gli orientali e gli ebrei. Il dott. Pintucci Stefano ha fatto uno studio all'università Italiana di Mogadiscio (Somalia) dove si evidenzia che la miopia elevata è praticamente assente nella popolazione somala.

La miopia elevata negli U.S.A. è la settima causa di cecità sopra i 20 anni, in Giappone è la quinta; in Europa nei differenti studi è la prima fino alla settima causa di cecità.

La fisiopatologia della miopia è ancora ampiamente sconosciuta. La miopia ha una componente ereditaria mentre l'ambiente e gli ormoni hanno un ruolo fondamentale.

Le lesioni corio retiniche sono dovute all'eccessivo allungamento assiale dell'occhio geneticamente determinato (autosomico recessivo con espressività del gene miopico scarsa) con conseguente stiramento della retina e della coroide.

Tutte le strutture sono assottigliate (sclera, coroide, membrana di Bruch, retina, epitelio pigmentato). In alcune zone l'epitelio pigmentato ed i fotorecettori sono completamente sostituiti da cellule di Muller.

La maculopatia miopica talvolta sviluppa la macchia di Foerster-Fuchs la cui frequenza varia dal 3.2% al 10% dei miopi elevati con frequenza doppia nelle donne. La macchia di Fuchs è una cicatrice fibrovascolare disciforme con iperplasia dell'epitelio pigmentato e della sua membrana basale che consegue ad una membrana neovascolare sottoretinica per alcuni aspetti simile a quella della degenerazione maculare senile.

Aspetti clinici della Miopia degenerativa

stafiloma miopico
crescente miopico
alterazioni papillari
lesioni corioretiniche atrofiche
complicanze maculari
alterazioni della periferia retinica.

Stafiloma miopico

ectasia evolutiva del globo oculare che interessa la sclera, la coroide e la retina strettamente correlato alla refrazione ed alla lunghezza assiale. Sono stati illustrati 5 tipi di stafilomi, a seconda dell' area retinica coinvolta: polo posteriore, macula, peripapilla, nasale, inferiore.

Il crescente miopico, detto anche falce o cono miopico, rappresenta un'area peripapillare di atrofia dell'epitelio pigmentato retinico determinata dallo spostamento del margine del complesso membrana di Bruch-coriocapillare-epitelio pigmentato rispetto al disco ottico. La sua prevalenza aumenta con la lunghezza assiale, riscontrandosi nel 100% degli occhi di 28.5mm.

La alterazioni corioretiniche del polo posteriore sono le rotture della membrana di Bruch o "lacquer cracks" e le atrofie dell'epitelio pigmentato retinico. Le lacquer cracks sono delle erosioni lineari biancastre , uniche o multiple, solitamente orizzontali. Queste linee di frattura sono conseguenza della distensione del polo posteriore e della membrana di Bruch sino alla sua rottura. Talora sono asintomatiche ma spesso si accompagnano ad emorragie sottoretiniche spesso caratteristiche (coin lesions), focali, talora plurime, rotonde, profonde ed a contorni ben definiti; riassorbendosi possono creare notevoli problemi funzionali quando sono centrali. Le lacquer cracks sono importanti dal punto di vista prognostico perchè se da un lato possono essere associate ad emorragie "innocue" da un altro frequentemente si complicano con una neovascolarizzazione sottoretinica.

Isolate o associate alle lacquer cracks si possono osservare aree di atrofia dell'epitelio pigmentato retinico, biancastre, rotondeggianti uniche o multiple, interessanti in maniera più o meno estesa il polo posteriore. Si riscontrano spesso in pazienti giovani e la lunghezza assiale è da considerarsi 11,5

La neovascolarizzazione sottoretinica

L'emorragia secondaria ad una lacquer crack (evento questo che avviene nel 90%) si riassorbe spontaneamente in 4-6 settimane con prognosi funzionale per lo più favorevole. Nel caso invece sia presente una neovascolarizzazione sottoretinica (CNV) la prognosi appare riservata e in questo caso deve essere valutata la necessità di intervenire con una terapia laser.

La neovascolarizzazione sottoretinica maculare si manifesta nel 5-10% degli occhi affetti da miopia patologica ed il rischio massimo dell'insorgenza di una CNV è tra i 40 ed i 50 anni. La CNV è bilaterale secondo un'incidenza che varia tra il 12% ed il 41%. L'insorgenza di una CNV è correlata alla lunghezza assiale; la neovascolarizzazione sottoretinica insorge più precocemente in occhi con miopia più elevata, con una maggiore incidenza nelle donne.

I segni clinici della comparsa della CNV sono talora drammatici e la diminuzione della vista è abitualmente associata a metamorfopsie, micropsie e discromatopsie. La diagnosi biomicroscopica è spesso agevole. Infatti il complesso neovascolare appare come una chiazza grigio-verdastra associata a fenomeni emorragici più o meno estesi. Talora invece il loro riconoscimento può risultare difficoltoso soprattutto inizialmente quando non sono presenti emorragie e il distacco sieroso retinico, di per sè sempre piuttosto modesto, non è ben visibile. L'evoluzione spontanea della CNV avviene con l'organizzazione della emorragia con proliferazione delle cellule dell'epitelio pigmentato e fibrosi finale. Negli anni la lesione diventa più piana con margini indistiniti, si depigmenta e frequentemente viene circondata da un alone atrofico (macchia di Fuchs).

La fluorangiografia, talora associata ad un angiografia con verde indocianina permette di cercare una CNV di identificarne la sede, l'estensione e l'esatta distanza dalla macula.

Aspetti angiografici della Miopia degenerativa

Alla fluorangiografia (FAG) la CNV si presenta subito (fasi angiografiche arteriose) come una zona di iperfluorescenza che aumenta di intensità nelle fasi più tardive. La lesione neovascolare miopica è spesso pigmentata e appare bene nella retinografia a luce rossa od a colori.

Avila ha per primo descritto due tipi di lesioni neovascolari:
- CNV con scarsa o nulla diffusione di colorante
- CNV con marcata diffusione del colorante durante le diverse fasi angiografiche, oltre i confini identificati nelle fasi precoci.

Questi due tipi di CNV presenterebbero diversa evoluzione: quelle con scarsa diffusione (93% dei casi) danno origine ad una cicatrice atrofica con relativa conservazione del visus, le seconde, considerate aggressive, invece presenterebbero nell'80% dei casi una vasta cicatrice fibro-gliale essudativa con distacco sieroso retinico.
APurtroppo la maggioranza delle lesioni neovascolari evolve in senso verso un'importante diminuzione funzionale.

In conclusione la CNV è meglio evidenziata dalla fluorangiografia e pertanto il ruolo dell'ICG è relativo. L'ICG è comunque un esame importante in caso di CNV occultate da emorragie o non ben visibili alla fluorangiografia retinica.

Evoluzione naturale della Miopia degenerativa

La CNV nella miopia degenerativa ha talora avere evoluzione lenta e con vista discreta al termine della sua evoluzione. Importante non è solo la quantità ma anche la qualità del visus perchè è preferibile un visus scadente con immagini più vicine alla realtà ad acuità visive migliori ma con scarsa definizione e metamorfopsie invalidanti.

Fuchs notò che dopo il brusco peggioramento visivo iniziale vi può essere un miglioramento dovuto alla riduzione dei fenomeni essudativi e all'instaurarsi della fissazione eccentrica. Col passare del tempo si ha un allargamento dello scotoma per la comparsa dell'alone atrofico peri-lesionale coinvolgente il nuovo punto di fissazione, con diminuzione del visus sino alla cecità legale.

Terapia della Miopia degernerativa:

Non esiste allo stato attuale una terapia medica della degenerazione maculare miopica. L'unica terapia possibile, quando è presente una CNV, è la fotocoagulazione laser.

Il trattamento è tuttavia difficile e deve esser fatto da esperti.Il primo problema è l'esatta identificazione della regione foveale che appare scarsamente riconoscibile per ragioni anatomiche ed anche la retinografia a luce blu atta ad identificare la xantofilla maculare è poco utile. Inoltre è spesso presente una differente localizzazione anatomica della fovea. Infine le peculiarità della retina-coroide del miope (più sottile, più fragile, scarsamente pigmentata) con una certa facilità nelle emorragie post laser indicano la necessità di una notevole esperienza in questa particolare fotocoagulazione.

Da sempre si discute su quale sia il laser di scelta. Negli ultimi anni nuovi laser hanno consentito il trattamento di complessi neovascolari situati a breve distanza dalla foveola grazie alla loro azione altamente selettiva che consente di minimizzare i danni a carico delle strutture retiniche sovrastanti e circostanti. Abbandonato infatti l'argon blu per i danni a carico degli strati retinici interni, numerosi sono i laser oggi utizzati. A tutt'oggi tutti gli studi randomizzati non hanno individuato un laser migliore. A parere nostro i laser da utizzare sono il monocromatico verde a 514 nm sino al krypton rosso a 640 nm. Il recente diodo nell'infrarosso ha dato risultati incoraggianti (vedi strumeti dell'Oftalma). Una decisione può   (+ info)

mi servirebbe un piano di assistenza infermieristica x paziente affetto da neoplasia prostatica..aiutooo?


informazioni sulla malattia,,trattamento paziente obbiettivi d raggiungere e raggiunti e terapia domiciliare
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rispondo intanto a donatella dicendo che il medico di base sui piani di assistenza infermieristica non sa niente...non per sua carenza, ma perchè riguarda noi infermieri!
poi, per quanto riguarda il piano dipende dal paziente: la neoplasia è benigna o maligna? ridotta, estesa o in metastasi? verrà operato con TURP, prostatectomia radicale, o non verrà operato affatto, facendo cicli di chemio e/o radioterapia?
Inoltre ogni persona è diversa, per esempio per quanto riguarda il modello di religione e credenze o anche solo il modello "attività ed esercizio": il paziente può essere iperteso o meno, avere buona o cattiva FR, saturare male o no, essere totalmente autonomo, semiautonomo o totalmente dipendente e potrei andare avanti all'infinito...
Il piano d'assistenza vorrebbe fatto (almeno secondo me) con coerenza, intervistando seriamente il paziente per capire diverse cose di lui...
Se proprio non vuoi o non riesci sul sito www.infermieriattivi.it dovresti trovare qualche ESEMPIO, ma ripeto: non sempre e a tutti i pazienti è applicabile la stessa cosa.  (+ info)

che cos'è l'iperplasia della volta del rinofaringe?


La rinofaringe è la parte più alta della faringe che si collega alla cavità nasale.La volta del rinofaringe (ossia la parte superiore o tetto) è occupata da un agglomerato di tessuto linfatico che prende il nome di adenoide o tonsilla faringea. Si ha iperplasia della volta del rinofaringe quando si verifica un processo biologico progressivo in cui in questo tessuto linfatico c'e' un aumento del numero delle cellule che lo costituiscono. L'iperplasia può essere fisiologica o patologica; può essere di causa ormonale o compensatoria. Di solito una iperplasia a livello del rinofaringe farebbe pensare a un sinusite cronicizzata,ma sarebbe sempre opportuno fare gli accertamenti del caso per evidenziare il motivo della sua insorgenza.  (+ info)

Come avviene la spremitura prostatica?


La esegue il nostro urologo di fiducia, oppure serve una "ricetta" medica speciale? E' dolorosa? Come si esegue? Grazie a chi mi risponderà.
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beh dovrebbe farla in ospedale se non sbaglio .......  (+ info)

Gozzo semplice: Ipertrofia o iperplasia?


partendo dalla fase iniziale, abbiamo prima ipertrofia e successivamente iperplasia o unicamente iperplasia?
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io credo che per prima cosa si abbia l'ipertrofia; le cellule che già ci sono, sovrastimolate, si ingrandiscono. poi subentra anche l'iperplasia...cmq credo che dipenda anche dalla causa del gozzo, se è un problema di naturale ambientale (carenza di iodio-gozzo endemico), se è sporadico (da insufficienza funzionale tiroidea per difetto enzimatico), o se il gozzo si associa alla tiroidite di Hashimoto,a un adenoma o a un carcinoma.  (+ info)

Ipertrofia prostatica?


Chi di voi ha utilizzato la tecnica del laser per risolvere il problema dell'ipertrofia prostatica?
E' un metodo sicuro? Ci sono conseguenze per l'erezione?
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L' intervento con il laser si usa e con successo, solo se non è eccessiva la dimensione della prostata.Ha un successo molto significativo, anche perché oltre a risolvere il problema di alterata minzione, mantiene la capacità erettiva del pene.
Per altre informazioni scrivi a

romanopredelli@yahoo.it  (+ info)

info biopsia prostatica?


Salve,
c'è qualcuno che ha "subito" una biopsia prostatica?
Se sì, vorrei sapere se viene eseguita con anestesia locale oppure senza anestesia? Sabato prossimo dovrà farla mio padre, ma il centro presso il quale farà la biopsia, ha detto che non faranno alcuna anestesia, ma mi sembrava un pò strano, o comunque preoccupante per il dolore che potrà avvertire senza anestesia.
Avete info, please?
Grazie.
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Stai tranquilla che non proverà alcun dolore, è un pizzico che non duole...  (+ info)

ipetrofia prostatica?


C'è qualcuno di voi che ha curato l'ipertofia prostatica con farmaci alternativi alla finestaride con buon successo?
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L'ho curata per molti anni con i farmaci che l'urologo prescriveva, senza obiezioni; ne sono venuto fuori con l'intervento chirurgico  (+ info)

Biopsia prostatica..?


Sapete quanto tempo è meglio che passi tra un biopsia prostatica e un'altra?
ho sentito dire che il livello di PSA dopo una biopsia può essere + alto del normale proprio perchè la prostata è stata sollecitata e ha bisogno di qualche mese x sistemarsi...
E' possibile che nasca qualcosa di tumorale tra una biopsia e l'altra?!
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Non si può pensare di effettuare sistematicamente una biopsia alla prostata con una cadenza troppo breve. Bisogna farla solamente quando si hanno dei forti dubbi...il PSA può essere sollecitato a crescere anche per il motivo che indichi!  (+ info)

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Ultimo aggiornamento: Settembre 2014